Verso il Corteo del 26 gennaio Contro Guerra e Repressione, ore 9.30 piazza S.Marco
Inviato da studentiautorg | 18 Gen, 2008
26/01: cena di sostegno alle spese legali al C.P.A. FI SUD in via
Villamagna, concerto di “Banda k100fuegos”, ”Guestska” e “Malasuerte Fi
sud”.
1999 Ex Jugoslavia: bombe devastazione e miseria
1999 Firenze: botte condanne e repressione per chi si ribella alla guerra
Il 13 Maggio del 1999, durante i primi giorni dall’inizio della guerra
della NATO contro la Ex-Yugoslavia, dove l’Italia guidata dall’allora
coalizione di Centro”Sinistra” del Presidente D’Alema era impegnata in
prima fila nelle operazioni di bombardamenti sulle città Slave, si
svolge in tutta Italia uno sciopero generale dei Sindacati di Base per
chiedere la fine del conflitto e l’assoluta opposizione dell’Italia
all’impegno di un solo soldato, di un solo aereo, di una sola bomba o
all’utilizzo di una qualsiasi base in territorio italiano che fosse
complice di questa guerra sporca.
Cortei per la pace si svolgono in tutta Italia, il movimento che poi
sarà quello di Genova 2001,del SocialForum Fiorentino del 2002, delle 3
Milioni di persone a Roma contro la guerra in Irak nel febbraio del
2003, dei cortei a Vicenza contro le basi militari e quello che ha
“accolto” Bush a Roma il 9 Giugno del 2007 con migliaia di persone in
piazza, vede nascere il suo nuovo percorso di ferma contrarietà ad ogni
guerra, sia essa di destra o di “sinistra”, proprio in quella primavera
del 1999.
Il governo italiano non può accettare in quei giorni un’ opposizione
interna al paese, visto il ruolo fondamentale che svolge in questa
nuova missione di morte e bombe: la repressione più cieca contro ogni
NO alla guerra viene sperimentata. Si vieta di manifestare sotto i
palazzi del potere e sotto i consolati degli Stati Uniti, toccando e
oltrepassando il limite della costituzionalità e del buon senso, si
cerca di vietare così un dissenso scomodo e inaccettabile.
A Firenze quel giorno, l’ ennesimo corteo sfila per la città e riesce
pacificamente a raggiungere il lungarno e il consolato USA, riuscendo
quindi ad arrivare con la sua voce al luogo simbolo di chi ha aggredito
un paese e un popolo, e ad esprimere il suo dissenso verso una guerra
assassina.
Seguono cariche ingiustificate, come dimostrano i video della giornata,
le “forze dell'ordine” sparano lacrimogeni ad altezza uomo a pochi
metri dai manifestanti. Il corteo si dirige allora verso la sede dei
DS, partito dell'allora presidente del consiglio D'Alema, occupandola.
Nella requisitoria non si leggono accuse legate all'occupazione della
sede del partito, tali accuse invece, false ed ipocrite, sono legate a
dei presunti atteggiamenti violenti da parte dei manifestanti nei
confronti della polizia. 13 compagni rischiano dai 4 ai 5 anni di
galera per delle accuse infondate che riguardano un corteo tenutosi 8
anni fa. Nell'odierno clima di delirio securitario e repressione
feroce, la “giustizia” alza la voce credendo che la distanza temporale
possa rendere tutto a lei più facile, credendo che i compagni e le
compagne abbiano dimenticato o non siano pronti a difendere quella che
fu una protesta pacifica e legittima. Noi studenti che non c'eravamo
insieme a chi c'era e a chi crede come noi che una giustizia non
giustizia non possa permettersi di condannare chi si è solo difeso dai
comportamenti violenti ed ingiustificati della polizia scenderemo in
piazza insieme a tutte quelle anime del movimento che lottano per
un'opposizione forte e radicata alla guerra e alle logiche di mercato e
infami che si porta dietro.
CORTEO 26 GENNAIO ORE 9.30 S.MARCO
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